Bonus 200 euro per i lavoratori dipendenti, a marzo finalmente arriverà: ecco a chi spetta e come fare per richiederlo sin da subito.
Marzo non sarà un mese come gli altri. Mentre l’attenzione resta puntata su inflazione, stipendi fermi e costo della vita, una misura silenziosa ma concreta sta per riaffacciarsi nel panorama dei sostegni ai lavoratori.

Non si tratta di un nuovo decreto, né di una domanda da presentare online. Nessun click day, nessuna graduatoria. Eppure, per molti, potrebbe tradursi in 200 euro netti senza trattenute. Ma andiamo con ordine.
Bonus da 200 euro per i lavoratori dipendenti a marzo: a chi spetta e come fare per averlo
Negli ultimi anni siamo stati abituati a bonus complessi, legati all’ISEE o a piattaforme digitali spesso congestionate. Questa volta no. La misura che accompagnerà l’inizio della primavera 2026 segue una logica diversa:
- nessuna richiesta formale,
- nessun requisito reddituale,
- nessun intervento diretto dello Stato nelle erogazioni.
Il meccanismo è discreto, quasi invisibile. Tanto che molti lavoratori potrebbero riceverlo senza nemmeno sapere da dove arrivi, trovandolo direttamente tra i benefit aziendali. Ed è proprio qui che il quadro inizia a chiarirsi.
Ecco di cosa si tratta davvero: il ritorno del Bonus da 200 euro
Da marzo 2026 le aziende private potranno nuovamente riconoscere ai propri dipendenti un bonus fino a 200 euro, completamente esente da tasse e contributi, destinato a coprire una delle spese più pesanti per chi lavora: gli spostamenti. Parliamo del bonus carburante, confermato anche per il 2026 e cumulabile con i nuovi limiti dei fringe benefit.

Hanno diritto al beneficio:
- lavoratori dipendenti del settore privato
- contratti a tempo determinato o indeterminato
- apprendisti
- soci lavoratori di cooperative
- dipendenti in smart working, se previsto dall’accordo aziendale
Restano invece esclusi:
- dipendenti della Pubblica Amministrazione
- lavoratori autonomi e partite IVA
Perché non serve fare domanda
Il punto chiave è questo: non è un bonus statale diretto, ma un’agevolazione di welfare aziendale. È il datore di lavoro a decidere se erogarlo, sotto forma di:
- voucher cartacei
- buoni digitali
utilizzabili per:
- benzina
- diesel
- GPL e metano
-
ricarica di veicoli elettrici
Nessun ISEE, nessuna pratica INPS. Il bonus non è solo un aiuto per chi lavora. È anche uno strumento fiscale estremamente vantaggioso per le imprese. Perché?
- i 200 euro sono totalmente deducibili
- non generano contributi INPS
- non producono IRPEF
In altre parole, per dare 200 euro netti al dipendente, l’azienda spende esattamente 200 euro, senza costi aggiuntivi. Un aumento in busta paga, a parità di importo netto, costerebbe molto di più. Il bonus carburante:
- è aggiuntivo rispetto ai fringe benefit ordinari
- non intacca la soglia di 1.000 euro (o 2.000 euro per chi ha figli a carico)
- resta esente al 100% fino a 200 euro
Se l’azienda decide di superare quella cifra, solo la parte eccedente verrà tassata, salvo rientro nei fringe benefit ordinari.





