Sotto i parchi, le strade e le case di Roma si estende un mondo invisibile, fatto di gallerie, cunicoli e cavità scavate secoli fa. Tra questi luoghi nascosti ce n’è uno che sorprende anche gli esperti: il Labirinto di Roma, un enorme sistema sotterraneo che si sviluppa sotto il Parco della Caffarella, nel quadrante sud della città.

È considerato il più grande sotterraneo visitabile di Roma, eppure in pochissimi sanno che esiste.
Cos’è il Labirinto della Caffarella
Il Labirinto della Caffarella non è una catacomba nel senso classico del termine. Si tratta di un vastissimo complesso di cave romane, scavate a partire dall’antichità per estrarre tufo e pozzolana, materiali fondamentali per la costruzione di Roma.
Nel corso dei secoli, queste gallerie si sono ampliate, intrecciate e sovrapposte su più livelli, dando vita a un reticolo impressionante di cunicoli che si estende per decine di chilometri. Camminarci dentro significa perdere rapidamente il senso dell’orientamento, ed è proprio da questa sensazione che nasce il nome di “labirinto”.
Un sotterraneo diverso dalle catacombe
A differenza delle catacombe cristiane, nate principalmente come luoghi di sepoltura, il Labirinto della Caffarella ha origini funzionali e produttive. Solo in epoche successive alcune porzioni furono riutilizzate come rifugi, magazzini o spazi di passaggio, ma la sua anima resta quella di un’enorme infrastruttura sotterranea romana.
Le pareti conservano ancora i segni degli strumenti di scavo, e l’atmosfera è cruda, autentica, quasi primordiale. Qui non ci sono affreschi o decorazioni: il fascino nasce dalla scala monumentale dello spazio e dalla consapevolezza di trovarsi sotto uno dei parchi più belli e selvaggi di Roma.
Dove si trova e perché è così nascosto
Il labirinto si estende sotto la Valle della Caffarella, una delle aree verdi più vaste della capitale, collegata al Parco dell’Appia Antica. In superficie, il luogo è frequentato da famiglie, sportivi e amanti della natura. Sotto, invece, si cela una Roma parallela, silenziosa e quasi dimenticata.
Il motivo per cui è poco conosciuto è semplice: non è sempre aperto al pubblico. L’accesso è regolato da associazioni e visite guidate speciali, spesso limitate per ragioni di sicurezza e tutela archeologica.
Come si visita il Labirinto della Caffarella
Quando aperto, il Labirinto è visitabile solo con guide esperte, capaci di orientarsi in un dedalo che sarebbe impossibile esplorare autonomamente. Le visite avvengono in piccoli gruppi e richiedono scarpe comode, attenzione e rispetto per un ambiente fragile e prezioso.
La temperatura interna è costante, il silenzio è quasi totale e la percezione dello spazio cambia completamente. È un’esperienza intensa, non adatta a chi soffre di claustrofobia, ma straordinaria per chi ama esplorare luoghi autentici e poco turistici.
Il Labirinto della Caffarella colpisce per la sua immensità invisibile. Sapere che sotto un parco così tranquillo si estende uno dei più grandi complessi sotterranei d’Europa cambia il modo di guardare Roma.
Non è un luogo spettacolare nel senso tradizionale, ma è profondamente suggestivo. Qui la storia non è ricostruita: è incisa nella roccia.





