Aumenti e arretrati sulla pensione di febbraio: ecco le cifre esatte

C’è un’attesa insolita che accompagna l’inizio di febbraio. Non riguarda bonus spot né misure straordinarie annunciate in conferenza stampa, ma qualcosa di più sottile, che molti noteranno solo guardando con attenzione una voce sul proprio cedolino.

Un ritocco, apparentemente tecnico, che però promette di incidere in modo concreto sulle entrate mensili di migliaia di persone.

anziano felice
Aumenti e arretrati sulla pensione di febbraio: ecco le cifre esatte

Secondo indiscrezioni e conferme operative, gli uffici stanno lavorando senza sosta per aggiornare i sistemi di calcolo. Le procedure sono complesse, i tempi stretti, ma l’obiettivo è chiaro: far arrivare nei prossimi pagamenti un adeguamento che non si vedeva da tempo. E non si tratta solo di un aumento futuro: c’è anche qualcosa di arretrato che deve essere recuperato.

Le nuove regole che cambiano i conti (senza farsi notare)

Il punto centrale è una revisione che agisce a monte, sul modo in cui viene calcolato il netto, non sull’importo lordo. Un meccanismo che spesso passa inosservato, ma che può produrre effetti tangibili mese dopo mese.

Il cambiamento riguarda una fascia di reddito ben precisa e introduce una riduzione dell’imposizione fiscale. Una differenza di pochi punti percentuali, sulla carta, che però moltiplicata per migliaia di euro e distribuita su tredici mensilità diventa tutt’altro che marginale.

monete e mano
Le nuove regole che cambiano i conti (senza farsi notare)

Per rendere il tutto più equo, il beneficio viene applicato in modo selettivo: chi rientra nei parametri vedrà un aumento stabile, chi li supera solo in parte potrebbe avvertirne gli effetti in modo più attenuato.
Un sistema che premia la continuità e, allo stesso tempo, prova a contenere i costi complessivi della manovra.

Ed è proprio qui che il quadro diventa più chiaro.

Pensioni, fisco e arretrati: cosa prevede davvero la Legge di Bilancio 2026

Da metà articolo in poi, il velo si solleva: il tema è quello delle pensioni e delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. La manovra ha infatti rivisto le aliquote IRPEF applicate ai redditi pensionistici, con una riduzione significativa per la fascia compresa tra 28.000 e 50.000 euro annui, dove l’aliquota scende dal 35% al 33%.

Questo significa un risparmio fiscale netto del 2% sulla quota di reddito interessata, che si traduce in un aumento reale della pensione percepita. L’incremento sarà visibile già nel cedolino di febbraio, con pagamento dal 2 del mese, secondo il calendario ufficiale INPS.

Non solo: poiché la legge è stata approvata in ritardo, a gennaio gli aumenti non sono stati applicati. Per questo l’INPS provvederà a riconoscere anche gli arretrati, accreditandoli insieme alla mensilità di febbraio. Il beneficio riguarda un’ampia platea di pensionati, fino a redditi annui di 200.000 euro, oltre i quali le detrazioni si riducono progressivamente, smorzando l’effetto del taglio IRPEF.

Restano inoltre confermati gli interventi a favore dei redditi più fragili: titolari di assegno sociale e pensioni di invalidità civile riceveranno una maggiorazione aggiuntiva di 20 euro, un sostegno prezioso in una fase ancora segnata da inflazione e aumento del costo della vita.

Un cambiamento partito in silenzio, ma destinato a farsi sentire. Sul cedolino, e soprattutto nel quotidiano.

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