Questa volta l’INPS fa sul serio: se non invii questo documento perdi la pensione

Pensione, se non invii questo documento è a rischio la pensione: i controlli dell’INPS stanno coinvolgendo tantissime persone.

C’è una data che passa quasi inosservata nel calendario di inizio anno, ma che può avere effetti concreti e immediati sul reddito mensile di migliaia di persone. Non si tratta di tasse, né di bollette, e nemmeno di una nuova riforma. È una scadenza amministrativa che agisce nell’ombra, ma che l’ente previdenziale considera fondamentale per continuare a erogare alcune prestazioni.

salvadanaio con scritto pensione

Questa volta l’INPS fa sul serio: se non invii questo documento perdi la pensione Bibliotecauniversitariadicagliari.it

Molti non ne sono consapevoli, altri pensano di essere automaticamente in regola. Eppure, ignorare questo passaggio può portare a sospensioni, ricalcoli e perfino richieste di restituzione. Nei primi mesi dell’anno l’Inps intensifica le verifiche sui requisiti reddituali di chi riceve determinate integrazioni economiche. L’obiettivo è semplice: accertare che le condizioni che danno diritto a prestazioni aggiuntive siano ancora valide.

È questo il documento che devi inviare se non vuoi perdere la pensione: arrivano i controlli dell’INPS

Il sistema si basa su dichiarazioni già presentate al Fisco, ma non sempre queste informazioni sono sufficienti. In alcuni casi, infatti, l’Istituto non ha accesso automatico a tutti i dati reddituali e ha bisogno di una comunicazione diretta da parte dell’interessato. Ed è qui che entra in gioco una scadenza chiave fissata al 28 febbraio.

barattolo di vetro con monetine
È questo il documento che devi inviare se non vuoi perdere la pensione: arrivano i controlli dell’INPS Bibliotecauniveristariadicagliari.it

Il termine di fine febbraio riguarda l’invio della Dichiarazione della situazione reddituale, conosciuta come modello RED. Un adempimento che interessa specifiche categorie di pensionati e che serve a comunicare all’Inps l’eventuale presenza di redditi ulteriori rispetto alla pensione principale.

Sono chiamati all’invio, in particolare, coloro che percepiscono prestazioni collegate al reddito, come:

  • pensioni ai superstiti
  • integrazioni al trattamento minimo
  • maggiorazioni sociali
  • assegni e pensioni di invalidità
  • assegni sociali e quattordicesima
  • prestazioni di invalidità civile

L’obbligo scatta soprattutto quando, oltre alla pensione, sono presenti altri introiti, anche di modesta entità.

Chi deve davvero comunicare i redditi

La dichiarazione è richiesta a chi, nel corso dell’anno, ha percepito ad esempio:

  • interessi bancari o postali
  • redditi da capitale
  • pensioni o redditi dall’estero
  • collaborazioni, anche occasionali
  • redditi autonomi
  • Tfr, buonuscite o liquidazioni
  • arretrati di lavoro o pensionistici

In alcuni casi, la comunicazione riguarda anche i redditi del coniuge o di altri familiari, come previsto dalla normativa Inps.

mani che mantengono salvadanaio azzurro
Come mettersi in regola (e perché conviene farlo subito) Bibliotecauniversitariadicagliari.it

Non tutti devono inviare il modello RED. Sono esclusi dall’obbligo:

  • i pensionati che hanno già dichiarato tutti i redditi tramite 730 o modello Redditi
  • chi non possiede altri introiti oltre alla pensione
  • chi ha mantenuto per l’anno precedente lo status di assenza di redditi

Come mettersi in regola (e perché conviene farlo subito)

L’invio può avvenire direttamente online, attraverso il modello precompilato sul portale Inps, accedendo con Spid, Cie o Cns. In alternativa, è possibile rivolgersi a Caf o patronati, che offrono assistenza gratuita.

Tra i documenti richiesti possono figurare:

  • CU, 730 o modello Redditi
  • certificazioni di redditi esteri
  • documentazione su pensioni di invalidità
  • attestazioni di Tfr o rendite
  • visure catastali per immobili posseduti, anche all’estero
  • autocertificazioni su interessi e titoli di Stato

Cosa accade se la comunicazione non arriva

Il mancato invio entro il 28 febbraio non comporta un taglio immediato, ma dal 1° marzo scatta una fase di tolleranza di 60 giorni, durante la quale l’Inps invia un sollecito formale.

Se anche questo termine viene superato senza risposta, l’Istituto procede con:

  • sospensione delle prestazioni collegate al reddito
  • erogazione del solo assegno base
  • avvio del ricalcolo della pensione

Trascorsi ulteriori 120 giorni, la prestazione può essere revocata per un anno o più, con possibile richiesta di restituzione delle somme percepite indebitamente, anche tramite trattenute future o cartelle fiscali.

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