Senza lavoro e senza pensione: il rischio reale per oltre 50.000 anziani

Oltre 50.000 anziani alla soglia della pensione stanno per subire una beffa dopo aver scelto di lasciare il lavoro in anticipo come esodati.

Purtroppo, un’ombra si allunga sul futuro di migliaia di lavoratori prossimi alla pensione, e stando a leggere le stime elaborate in questi giorni si tratta di un’ombra tutt’altro che piacevole. Il problema rischia di colpire soprattutto chi ha già lasciato il lavoro pensando di essere coperto fino all’assegno pensionistico, e che con le nuove e più recenti modifiche del sistema pensionistico, si renderà conto sulla sua pelle che purtroppo non è così.

pensionato preoccupato
Senza lavoro e senza pensione: il rischio reale per oltre 50.000 anziani (Biblionews.it)

I non più lavoratori e quasi pensionati, che rientrano nella categoria degli esodati, sarebbero insomma vittime di una beffa a loro insaputa. Secondo la Cgil, per citare il dato più importante, più di 55.000 lavoratori potrebbero trovarsi, a partire dal 2027, senza stipendio e senza pensione per alcuni mesi. Questo avviene perché lo Stato – e nello specifico la recente mini riforma del governo Meloni – ha deciso di spostare in avanti l’età e i requisiti per andare in pensione.

A rischio oltre 50.000 esodati senza tutele nel limbo tra lavoro e pensione

Sostanzialmente, per andare in pensione, occorrerà lavorare più a lungo, quel tanto che basta per mandare in crisi decine di migliaia di persone che erano uscite dal mercato del lavoro in anticipo. In sostanza, ci sono numerosi lavoratori che, di fronte anche e soprattutto a crisi aziendali, avevano già firmato accordi per uscire prima dal lavoro, convinte che le regole non sarebbero cambiate. e invece adesso fanno i conti con questa riforma pensionistica.

pensionati italiani
A rischio oltre 50.000 esodati senza tutele nel limbo tra lavoro e pensione (Biblionews.it)

In molti ricorderanno di aver imparato il termine esodati ai tempi della riforma Fornero, ora ecco riemergere la loro questione con questi nuovi e imprevisti cambiamenti: dal 2027 in poi, l’età per andare in pensione aumenterà poco alla volta, prima di un mese, poi di altri mesi negli anni successivi. Questo significa che chi ha smesso di lavorare contando su una data precisa per la pensione rischia di restare scoperto e in quei mesi di attesa non riceverà né lo stipendio né la pensione, ma nemmeno maturerà i contributi.

Cosa rischiano gli esodati nei prossimi mesi

La Cgil, nella denuncia fatta attraverso il suo osservatorio, spiega che il problema riguarda soprattutto persone che sono uscite dal lavoro in modo regolare, con accordi firmati insieme alle aziende e con il via libera dello Stato. Queste persone hanno fatto tutto secondo le regole di allora e di fatto vengono punite da una norma che va a colpire accordi già presi. Nell’immediato, se non ci sarà un intervento del governo, migliaia di persone potrebbero restare per uno, due o anche quattro mesi senza alcuna entrata.

pensionato guarda lo schermo di un pc
Cosa rischiano gli esodati nei prossimi mesi (Biblionews.it)

Non si tratta di casi isolati, ma di una situazione diffusa, visti i tanti accordi firmati negli ultimi mesi, che riguarda uomini e donne ormai avanti con l’età, che difficilmente possono rimettersi a lavorare e che – in base a quelli che erano accordi collettivi e firmati insieme alle aziende – contavano sulla pensione per vivere. Il timore è che molti pensionandi si trovino improvvisamente soli, senza soldi e senza certezze, dopo aver passato una vita intera a lavorare e a versare contributi.

Gestione cookie