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Puoi cambiare la cucina pagandola la metà: ecco chi può usufruire dell’agevolazione

Se desideri cambiare cucina puoi richiedere subito quest’agevolazione: se rispetti tutti i requisiti, per te subito una detrazione del 50%.

Cambiare la cucina è uno dei passi più impegnativi quando si decide di rinnovare casa. Non solo perché sa un processo lungo e che richiede anche lavori importanti, ma soprattutto per i costi elevati che spesso si devono affrontare. Fortunatamente, esistono alcuni piccoli ‘escamotage’ che possono ridurre la spesa in modo considerevole.

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Infatti, anche per tutto il 2026, è possibile ammortizzare questa spesa grazie al cosiddetto Bonus Mobili. Non si tratta di un incentivo vero e proprio, ma di una detrazione fiscale che permette di recuperare il 50% delle spese sostenute. Un aspetto da non sottovalutare e che andrebbe ad agevolare tutti coloro che sono in procinto di eseguire determinati lavori per la ristrutturazione della cucina. Ovviamente, per poter usufruire dell’agevolazione ci sono determinati requisiti da rispettare e che ora andremo a mostrare.

Cambiare la cucina adesso ti costa la metà: si può usufruire di quest’agevolazione con una detrazione del 50%

La prima cosa da capire è che quest’agevolazione non è un vero e proprio sconto applicato direttamente sul prezzo di vendita in negozio, ma il beneficio arriverà sotto forma di detrazione IRPEF. Nello specifico, una metà della cifra spesa verrà restituita dallo Stato in 10 quote annuali di pari importo, scalate dalle tasse nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF).

Per il 2026, il tetto massimo di spesa su cui calcolare il bonus è di 5.000 euro. Ciò significa che il rimborso massimo ottenibile è di 2.500 euro totali (250 euro all’anno per dieci anni). Tuttavia, è importante capire, che non tutte le tipologie di lavoro rientrano in quest’agevolazione ed è altrettanto importante rientrare in una specifica tempistica.

Cambiare la cucina adesso ti costa la metà: si può usufruire di quest’agevolazione con una detrazione del 50% Bibliotecauniversitariadicagliari.it

Per gli acquisti effettuati nel 2026, è necessario che i lavori di ristrutturazione siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2025. I lavori che “sbloccano” l’agevolazione includono:

  • Manutenzione straordinaria: rifacimento dell’impianto elettrico o idrico, spostamento di pareti.
  • Ristrutturazione edilizia o restauro conservativo.
  • Interventi a risparmio energetico: curiosamente, anche l’installazione di un climatizzatore a pompa di calore permette di accedere al bonus mobili.

Mentre tutto ciò che viene inteso come piccoli lavori di manutenzione ordinaria, non danno diritto di accedere all’agevolazione. Ma quindi, cosa si può acquistare con il ‘Bonus Mobili’?:

  1. Mobili: basi, pensili, isole, tavoli, sedie e persino l’illuminazione.
  2. Elettrodomestici: forni (classe A o superiore), lavastoviglie (classe E o superiore), frigoriferi e congelatori (classe F o superiore). Rientrano anche i piani cottura (gas o induzione), microonde e cappe.
  3. Servizi: sono detraibili anche le spese di trasporto e montaggio.

Per ottenere il rimborso è vietato l’uso di contanti o assegni. Il pagamento deve essere tracciabile, effettuato tramite bonifico bancario o postale, o carta di credito o debito (bancomat). È fondamentale conservare le fatture dettagliate e le ricevute di pagamento. Infine, per gli elettrodomestici, va inviata una comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dal collaudo; sebbene la dimenticanza non faccia perdere il bonus, è un passaggio richiesto per monitorare il risparmio energetico ottenuto.

Maria Petrillo

Classe 1985, moglie e mamma a tempo pieno, amo la mia vita in tutte le sue sfaccettature. Ho unito le mie passioni e le ho fatte diventare un lavoro. Mi piace spaziare tra gli argomenti, sperimentare e imparare continuamente cose nuove mettendo nero su bianco tutto quello che mi viene in mente. Conquisterò anche voi?

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