Occhio alle lettere che arrivano direttamente dall’Agenzia delle Entrate: se si commette questo errore senza nemmeno volerlo, si è poi costretti a pagare il debito senza poterlo contestare.
Quando nella cassetta della posta si riceve una lettera che ha come mittente l’Agenzia delle Entrate si è ben consapevoli che le notizie da leggere non sono assolutamente buone. Anzi, il più delle volte potrebbe trattarsi di multe da pagare, magari con mora, o addirittura avvertimenti di inadempienze svolti in precedenza e che necessitano di essere risolti quanto prima.

Insomma, l’Agenzia delle Entrate non porta mai buone notizie ed è per questo che milioni di italiani, quando ricevono una lettera da parte sua, iniziano a sudare freddo. È anche vero che, nel corso degli anni e dati i tempi che corrono, l’ente ha tentato in tutti i modi di andare incontro alle esigenze dei contribuenti italiani, dando così la possibilità di dilazionare o, addirittura, contestare il debito richiesto. Ad ogni modo, però, si tratta pur sempre di una spesa che le famiglie devono accollarsi.
Proprio in merito al tema della contestazione, però, c’è un’importantissima novità che non può essere assolutamente presa sottogamba. A quanto pare, questa pratica continua ad essere un diritto del contribuente e può essere messa in pratica ogni volta se ne ritiene necessario, ma se si compie questo errore (anche inconsapevolmente) non c’è nulla da fare.
Quando la contestazione del pagamento all’Agenzia delle Entrate non va in porto e il debito deve essere risarcito per intero
Appurato che contestare un determinato debito continua ad essere un vero e proprio diritto del contribuente, è bene sapere che – da quanto fa sapere la Cassazione – non sempre lo esime dal pagamento per intero. A quanto pare, infatti, pare che ci sia una ‘clausola’ che non consente alcun tipo di contestazione e che, quindi, lo obbliga a restituire i soldi.

Quando si riceve l’intimazione da parte dell’Agenzia delle Entrate per il pagamento di un determinato debito e non si provvede a contestarla nel tempo stabilito, c’è il rischio che il pagamento debba essere fatto per intero. In poche parole, se quando arriva l’ultimo avviso da parte dell’ente di un debito specifico e lo si lascia perdere perché si è convinti di non aver nulla a che vedere con il fisco, non si ha più la possibilità di contestarlo.
A questo punto, la soluzione è una sola: pagare il debito per intero e non richiedere alcun tipo di sostegno. Ovvero, non si può fare più nulla. Una notizia veramente sconcertante, da come si può chiaramente comprendere, che manda in allarme un bel po’ di italiani. È capitato, senza alcun dubbio, di aver commesso un simile errore. Adesso, però, sembrerebbe che le conseguenze siano inevitabili.





