La chiamano “pilastro della vita”, è la chiesa più isolata al mondo: raggiungere questo luogo sacro è un’impresa che ti cambierà la vita

È la chiesa più isolata al mondo e molti la chiamano il ‘pilastro della vita’ per via della sua incredibile altezza: visitarla è un’impresa, ma ne vale assolutamente la pena.

Esistono luoghi nel modo incredibili, alcuni misteriosi, altri un po’ meno ma ugualmente belli. Esistono puoi i Luoghi con la L maiuscola, quelli per eccellenza che lasciano senza fiato e che andrebbero visitati da tutti almeno una volta nella vita. E in Georgia troviamo un santuario incredibile, un luogo di culto dove la spiritualità si unisce al paesaggio mozzafiato, il tutto condito con un pizzico di brivido in grado di rendere l’intera esperienza davvero sensazionale. Se stai cercando qualcosa di forte, che ti lasci a bocca aperta e che non vada più via dai tuoi ricordi allora devi visitare il pilastro della vita: è la chiesa più isolata in tutto il mondo.

Che cos’è il pilastro della vita: la chiesa più isolata al mondo in Georgia

Se hai del tempo a disposizione da dedicare a un viaggio emozionante e incredibile, allora devi recarti in Georgia, nello specifico nella regione occidentale di Imereti, nella cittadina Chiatura: qui potrai scorgere già in lontananza Katshki Pillar, la chiesa più isolata al mondo e parliamo in senso letterale.

 

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Arrivarci non è semplice, ma neppure impossibile: non esistono treni, quindi dovrai raggiungerla soltanto in autobus o in macchina e dovrai affrontare una salita non facile di circa 20 minuti, ma ti assicuro che appena arriverai in cima il sacrificio ne varrà la pena. Troverai infatti una roccia sontuosa e mastodontica rivolta verso l’alto e che si sprigiona in verticale, su cui è posta proprio la chiesetta.

Come visitare Katshki Pillar

Katshki Pillar è stata scoperta piuttosto recentemente. Difatti soltanto nel 1944 un gruppo di alpinisti guidati dall’alpinista georgiano Alexander Japaridze, riuscì a scoprire questo incredibile eremo scalando un gigantesco monolite di calcare naturale alto più di 40 metri. Secondo alcune ricerche per secoli i monaci eremiti vissero sulla sommità del monolite e ancora ad oggi archeologi e studiosi non riescono a spiegarsi come siano riusciti a recarsi sin lassù e soprattutto come abbiano potuto trasportare il materiale per la costruzione del monastero.

Ciò che si sa è che fu costruita tra il VI e il VIII secondo ed è dedicata a Massimo il Confessore, un monaco. Al di sopra del monolite troviamo il piccolo monastero, tre celle eremitiche, un muro di difesa, una cripta, una cantina e delle aiuole dove fosse un tempo venivano coltivate verdure per il sostentamento dei monaci. Gli abitanti del luogo la chiamano il pilastro della vita per via della sua altezza che vuole avvicinarsi il più possibile al cielo.

 

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Come riporta Viaggi.Corriere, il luogo sarebbe abitato dal 1995 dal sacerdote ortodosso Maxime Qavtaradze, che scende soltanto una volta a settimana da una lunga scala a pioli di ferro di ben 131 gradini. Ai visitatori non è permesso arrivare sino in cima poiché l’accesso è destinato solo ai monaci, tuttavia è possibile scalare la scala sino a un tratto del monolite. Insomma, un’esperienza incredibile.

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