Non è solo una questione di stile: è una necessità pratica. Le abitazioni si riducono, le funzioni aumentano e gli arredi devono stare al passo. Il soggiorno non è più solo un luogo dove sedersi la sera, ma uno spazio che cambia identità durante la giornata Lavoriamo da remoto, ci alleniamo in salotto, leggiamo, giochiamo, riceviamo amici. La casa contemporanea chiede leggerezza e movimento.
Ecco perché i mobili pesanti e immutabili lasciano spazio a soluzioni più versatili e mobili: poltrone, chaise longue, pouf oversize, sedute da pavimento. Secondo il report “The New Habitat 26/27”, oltre il 32% delle persone considera prioritari gli spazi non gerarchici e multifunzionali. Il concetto è chiaro: meno regole, più libertà.
C’è un altro tabù che cade insieme al divano: la televisione come centro del soggiorno. Le nuove generazioni preferiscono ambienti dove potersi sedere, sdraiare, lavorare o semplicemente fermarsi, senza sentirsi vincolati a una posizione precisa. Il soggiorno diventa così un ecosistema domestico: al mattino ufficio, al pomeriggio area giochi, alla sera rifugio per leggere o rilassarsi.
Eliminare il divano non significa rinunciare alla comodità. Al contrario. Poltrone profonde, sedute regolabili, pouf con schienale e persino sedie a dondolo tornano al centro della scena. Sono più facili da spostare, più personali, più intime. Modelli iconici e nuove reinterpretazioni dimostrano che una sola poltrona può diventare il fulcro emotivo della stanza, creando piccoli angoli di quiete in cui isolarsi dal rumore quotidiano.
L’arte di arredare senza stravolgere
Questa trasformazione non richiede demolizioni o grandi investimenti. Basta ripensare le priorità.
Un’illuminazione studiata, tappeti caldi per definire le zone, sedute accoglienti ma flessibili: il soggiorno cambia volto senza perdere identità. Anche le combinazioni evolvono. Al posto del classico “divano + poltrona”, emergono nuovi equilibri: poltrona + poltrona + pouf, oppure elementi modulari che si riconfigurano a seconda del momento
Per chi non è pronto a dirgli addio, esiste una terza via. I divani modulari rompono lo schema tradizionale: non sono più un blocco unico, ma sistemi componibili, leggeri, riconfigurabili. Sempre divani, sì. Ma pensati per un modo di vivere completamente diverso. Quella che sembra una semplice tendenza è in realtà una evoluzione culturale. Il soggiorno del futuro non impone, non guida, non domina. Accoglie. E forse, senza quasi accorgercene, stiamo già iniziando a viverlo così.