Rimane ancora acceso il dibattito sulla scelta del mutuo a tasso fisso o variabile, eppure con uno dei due puoi risparmiare ben 8 mila euro.
Nonostante il caro vita attualmente stia facendo tirare un piccolissimo e sottile sospiro di sollievo, moltissime famiglie non riescono ancora a sbarcare il lunario: ciò significa arrancare, rinunciare a un viaggio, un’uscita durante il weekend per coprire tutte le spese legate alla casa, tra cui affitto, bollette, spese extra e spese legate ai beni di prima necessità. Troviamo poi chi debba faticare con il pagamento della rata del mutuo e continua a rimanere aperto il dibattito su quale convenga di più nei giorni nostri tra la scelta del tasso fisso e del variabile.

Come riporta il sito Quifinanza, secondo Tecnocasa il 2025 è stato un anno di ripresa sull’erogazione dei mutui e sui tassi di interesse: difatti nei primi nove mesi del vecchio anno sono stati erogati 40 miliardi circa di mutui ipotecari con un rialzo del ben 32,8% rispetto al 2024. Dati che sicuramente sembrano confortarti, eppure rimane complessa la questione del tasso fisso e del variabile. Secondo determinati calcoli, uno tra questi può far risparmiare ben 8 mila euro.
Tasso fisso e variabile: quale conviene scegliere nel 2026
Anche se il 2026 è iniziato da poco e le stime sui dati possono essere non del tutto certificate, possiamo provare già a fare un’ipotesi sull’eventuale scelta tra un tasso fisso e un tasso variabile. Di norma un tasso fisso vede interessi più alti ma stabili nel tempo, mentre un variabile fa risparmiare sugli interessi, tuttavia la cifra mensile può notevolmente oscillare. Molti italiani sono infatti rimasti profondamente scottati negli ultimi 5 anni, tra pandemia, tassi di interesse altissimi per via della guerra in Ucraina e adesso la questione dazi americani.
Eppure, secondo Mutuionline, la scelta che sembrerebbe possa convenire alle famiglie è attualmente quella del variabile: sempre secondo le analisi, il tan medio del variabile a dicembre 2025 era del 2,66% rispetto al tan medio del fisso cresciuto del 3,33%. Cosa significa in termini pratici?

Che se si richiede un mutuo di 100.000 adesso, con durata ventennale, il costo mensile del tasso variabile sarà di 538 euro, mentre il fisso sarà di 571 euro. Ciò comporta un nuovo dato di interesse: con il tasso variabile e con questa ipotesi di mutuo si risparmierebbero 33 euro mensili, che in tutta la durata ventennale comporterebbe un risparmio di 8000 euro. Ma al momento la scelta degli italiani sembra essere ben diversa.
Perché gli italiani continuano a scegliere il tasso fisso
Se dovessimo basarci sui dati appena analizzati insieme, il variabile al momento sarebbe la scelta migliore, eppure nel 2025 il 95,1% delle richieste degli italiani alle banche ha visto il tasso fisso. Questo ci fa considerare quindi quanto ancora nel nostro Paese vi sia la paura dei rialzi del variabile, che in tempi passati arrivarono a sfiorare i tetti massimi di oltre 1100 euro per un solo mese. Il fisso invece seppur preveda maggiorazioni in termini spicci, rimane una certezza nel lungo termine, specialmente per i giovani che cercano stabilità.
In sintesi, quale scegliere?
Scegli il tasso fisso se stai cercando stabilità finanziaria e non sei interessato ad accorciare i tempi del mutuo. I tassi rimarranno identici e non dovrai preoccuparti a fine mese. Scegli invece un variabile se vuoi estinguere il debito in tempi più brevi potendo affrontare eventuali rialzi mensili.





