C’è una misura passata quasi sotto traccia che potrebbe incidere in modo decisivo sul destino di milioni di contribuenti.
Una norma che promette di alleggerire vecchi debiti, riscrivere calendari di pagamento e riaprire porte che sembravano definitivamente chiuse. Ma di cosa si tratta esattamente? E soprattutto, chi potrà beneficiarne?
Nei primi mesi del 2026 qualcosa si muoverà nei rapporti tra cittadini e riscossione. Un cambiamento che riguarda cartelle, scadenze e una parola che torna ciclicamente nel dibattito fiscale italiano: definizione agevolata.
Il punto di partenza è la Legge di Bilancio 2026, che introduce una nuova procedura pensata per ridurre il peso dei carichi fiscali accumulati nel tempo. L’intervento riguarda debiti molto specifici, maturati in un arco temporale ampio, e si rivolge a contribuenti che negli anni si sono trovati a fare i conti con versamenti incompleti o mancati. La misura consente di chiudere i debiti senza sanzioni, interessi di mora e aggio, lasciando dovuto solo l’importo principale. Un dettaglio tutt’altro che secondario, soprattutto per chi ha visto crescere la propria esposizione più per accessori che per imposta.
Possono rientrare nel perimetro anche soggetti che in passato sono decaduti da altre rottamazioni, mentre restano esclusi coloro che hanno già estinto integralmente gli stessi carichi attraverso la precedente definizione agevolata. Nel frattempo, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione è chiamata ad attivare la procedura in tempi rapidi: l’avvio operativo è atteso entro pochi giorni dall’entrata in vigore della manovra, salvo slittamenti.
È solo a questo punto che il quadro si chiarisce del tutto. La novità ha un nome preciso: Rottamazione-quinquies.
La misura riguarda i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, limitatamente a:
imposte derivanti da dichiarazioni annuali e controlli automatici o formali;
contributi previdenziali INPS, purché non originati da accertamenti.
La domanda dovrà essere presentata esclusivamente online entro il 30 aprile 2026. Una volta accolti, i contribuenti potranno scegliere tra:
pagamento in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2026;
rateizzazione lunga, fino a 54 rate bimestrali distribuite su 9 anni.
Le prime tre rate scadranno nel 2026 (luglio, settembre e novembre), mentre dal 2027 in poi il calendario seguirà un ritmo regolare, fino alle ultime scadenze fissate nella prima metà del 2035. In caso di rateizzazione, dal 1° agosto 2026 scatteranno interessi annui del 3%.
Attenzione però: saltare l’unica rata o due rate, anche non consecutive, fa decadere dal beneficio. Le somme già versate restano valide solo come acconto sul debito originario.
Una nuova chance, dunque, ma con regole precise e tempi da rispettare. Per chi ha cartelle aperte da anni, potrebbe essere l’ultima occasione per voltare pagina.
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